Leggendo un bell’articolo comparso l’11 Ottobre sul Sole 24Ore ho fatto alcune riflessioni sul quello che negli ultimi mesi è stato chiamato “processo agli economisti”. L’articolo sostiene, in sintesi, che gli economisti e, in particolare i macroeconomisti, hanno perso il contatto con la realtà poichè hanno smesso di studiare la storia. La tesi è semplice e condivisibile: i modelli teorici della macroeconomia non riescono a spiegare la realtà. La mia domanda è: perchè? Perchè la scienza economica contemporanea ha perso contatto con la realtà? Perchè la macroeconomia ha preferito i modelli all’analisi della realtà? Forse perchè gli assunti base di molti modelli della teoria economica moderna non hanno niente a che fare con la realtà? Un qualsiasi studente di economia al primo anno si stupisce di assiomi come l’informazione perfetta e la razionalità completa. I modelli economici sono astrazioni della realtà.
Perchè la scienza economica si è occupata più di finanza e di modelli complicatissimi che di economia reale? Per una fede cieca nel mercato. Mentre molti bravi economisti si occupavano dei fallimenti del mercato, i consiglieri economici dei governi suggerivano di affidarsi benevolmente nelle braccia del mercato finanziario. L’hanno fatto per avidità? La visione iperliberista dell’economia non ha forse favorito la speculazione di pochi contro il benessere di molti? La risposta è si. L’accademia, o gran parte di essa, ha venduto l’anima al diavolo.
Poco prima della crisi anche i grandi economisti nostrani pontificavano che il liberismo è di sinistra mostrandoci la strada aurea della crescita trascinata dal mercato. Hanno sbagliato qualcosa? Hanno sbagliato tutto.
L’alternativa è tra i liberisti che vogliono essere di sinistra e i conservatori corporativi à la Tremonti? Spero sinceramente di no. Serve un’altra economia.

