
Pubblico la traccia del discorso che farei domani alla convenzione regionale del PD se ne avessi la possibilità.
Care compagne e cari compagni,
In questi giorni il Partito Democratico non sta facendo un semplice congresso ma sta nascendo o, almeno, sta cercando di nascere. Finora questo non è stato un partito ma un gruppo di persone che si è cullato nell’idea di poter governare senza offrire un progetto realmente alternativo alle destre; un gruppo di persone che ha pensato che questo paese si potesse cambiare con un partito gassoso: spero che questi mesi di sconfitte e delusioni ci siano servite da lezione . Un partito riformista deve, prima di tutto, essere presente. Il Pd deve essere presente non solo in parlamento, dove ultimamente ha avuto troppe defezioni, ma deve essere nel territorio, nella società, nei posti di lavoro, a fianco ai cittadini. Non possiamo e non dobbiamo essere il partito che presidia bene le poltrone di sindacati e cooperative ma che non c’è quando il cittadino ha bisogno di noi. Dico ciò agli amici di tutte e tre le mozioni che oggi si trovano momentaneamente divise.
Ma qui vorrei parlare di presente e futuro e non del passato pieno di errori. Il centro sinistra europeo sta attraversando un periodo di crisi nera: lo sbando della socialdemocrazia tedesca ne è l’esempio più recente. Cogliamo l’eredità di anni segnati da errori fondamentali. Il centro sinistra, compreso quello italiano, deve ritrovare la forza, parafrasando il pensiero di Prodi, di essere controcorrente. Abbiamo sostenuto senza se e senza ma un lento ed inesorabile processo di liberalizzazioni in nome di un taumaturgico libero mercato che ha eroso i diritti che avevamo faticosamente conquistato negli anni 70. Abbiamo accettato con il sorriso sulle labbra un processo di deregulation liberista facendo finta che esso fosse perfettamente coerente con la nostra storia. Dico nostra storia perché l’impegno reale del socialismo e del cattolicesimo riformista hanno difeso allo stesso modo l’idea che la politica debba avere come unico obiettivo il bene pubblico. Noi tutti abbiamo abdicato ai nostri valori in nome di un mercato che doveva portare benessere e ricchezza per tutti. Oggi, con la crisi economica, abbiamo avuto la prova che la realtà è differente dai modelli liberisti che ci hanno proposto come legge naturale. Oggi siamo consapevoli che il sistema debba essere riformato verso un nuovo paradigma della sostenibilità.
Compagne, compagni, amiche ed amici, oggi siamo di fronte al nostro fallimento, al fallimento del blando riformismo democratico. Abbiamo la forza e la volontà di riformulare una critica sostanziale a questo capitalismo senza regole? Vogliamo, per una volta, dare vita in questo paese ad un movimento che sappia proporre senza tentennamenti una reale alternativa al modello di queste destre. Il liberismo non è di sinistra. Il mercato senza regole che aumenta le diseguaglianze e distrugge l’ambiente non è di sinistra, ma soprattutto non è democratico. Dobbiamo smetterla di inseguire il nostro avversario copiando le sue dannose ricette. Il Partito Democratico deve essere il primo partito a proporre nel paese questa grande rivoluzione culturale per uno sviluppo sostenibile ed un capitalismo, per usare le parole di Giorgio Ruffolo, dal volto umano. Se non abbiamo questa capacità di riformare il nostro modello socioeconomico possiamo anche rinunciare a voler governare questo paese.
Grazie.
