
Per chi non lo sapesse è uscito un nuovo grande gioco di stato: si chiama win for life. Per farla breve chi indovina 10 numeretti e un numerone vince una rendita di 4.000 euro al mese per ventanni. Praticamente vincere a questo gioco è come finire nei primi posti delle liste Pd e Pdl. Dal sito della Sisal non si capisce molto quali siano i particolari di questa vincita come ad esempio chi garantisce nel corso degli anni o se c’è una sorte di “scala mobile” che tenga conto dell’inflazione.
Un’altra caratteristica di questo gioco è che c’è un’estrazione ogni ora in modo tale che i giocatori conpulsivi possano donare sempre il loro obolo allo stato.
Il gioco, in Italia, in tempo di crisi, è un settore che cresce a ritmi incredibili (+50% nelò primo trimestre 2009) anche grazie al poker online e a questi nuovi strumenti di sogno di massa. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanita’ il pericolo della “malattia del gioco” tocca il 3% degli adulti, in Italia “circa un milione e mezzo di possibili ludopati”. Nella mia regione, il Piemonte, siamo all‘emergenza con una crescita che supera il trend economico del settore. Vincere per una vita o una vita per vincere?
La particolarità di questa nuova invenzione è che lo Stato, a tutti gli effetti, fornisce ai vincitori un reddito di cittadinanza vero e proprio: un reddito di 4.000 euro. Insomma, molti italiani accettano di buon grado di versare euro ogni ora per sovvenzionare il reddito di poche persone fortunate. Se provassimo a chiedergli esattamente la stessa cosa ma usassimo quei soldi per sovvenzionare i redditi delle persone meno fortunate? L’idea è: usiamo questo gioco (esattamente com’è) per creare un reddito di cittadinanza di 800 euro per tutti coloro che sono sotto una fascia di reddito. Non diciamo niente ai giocatori e usiamo le vincite per la spesa sociale..
La mia, logicamente, è una provocazione ma provate a ragionare seriamente, almeno un secondo, sul reddito di cittadinanza che non è un’utopia di qualche pazzo libertario ma una realtà già presente in Francia, Belgio e Olanda.

La provocazione ci sta tutta. Soprattutto considerando il gioco. Anche in ufficio da me avevo notato la “febbre da gioco” su questo Win for life. Trovo assurdo che lo Stato abbia messo in moto una macchina del genere, ma ormai non ci si deve sorprendere più di niente…
Non vorrei fare la parte del solito criticone triste ma penso che sia utile, ogni tanto, fermarsi a riflettere. Non credo sia utile abolire questi giochi o limitarli ma penso sia importante evidenziare anche i molti aspetti negativi della febbre da gioco. Secondo te riusciremo mai in questo paese a fare un discorso serio sul reddito di cittadinanza?
Risposta secca: no…